San Valentino
2010

  
Amarsi prima di San Valentino
Innanzitutto scopriamo perché San Valentino si festeggia proprio il 14 febbraio.
Andiamo indietro nel tempo, ancor prima dell’anno zero dell’Era Cristiana, fino all’Antica Roma. Dal IV secolo a.C. i Romani celebravano i Lupercali, ovvero i festeggiamenti in onore del dio Lupercus, protettore delle greggi.
I Lupercali si celebravano in febbraio, mese in cui ci si preparava all’arrivo della primavera, la stagione della rinascita.
E all’interno dei Lupercali aveva luogo un evento molto atteso dalla gioventù romana, una vera e propria lotteria dell’amore, quasi un club privé di scambisti ante litteram!
I nomi delle donne e degli uomini devoti a Lupercus venivano mescolati in un’urna.
Quindi un bambino estraeva i nomi, formando così delle coppie casuali, che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità per consolidare il rito della fertilità.
Anche quando il Cristianesimo divenne la religione ufficiale dell’Impero, i Lupercali rimasero una ricorrenza importante per i Romani, fino al V secolo dopo Cristo.


Amarsi dopo San Valentino
Papa Gelasio, per sopprimere la connotazione pagana della festa dei Lupercali, dirottò l’attenzione su San Valentino, vescovo di Interamna, l’odierna Terni.
Due secoli addietro, il 14 febbraio del 270 d.C., Valentino era stato lapidato e decapitato su ordine dell’imperatore Marco Aurelio Claudio Quintillo in quanto univa nel matrimonio cristiano giovani coppie contravvenendo al rito di Lupercus.
Ecco quindi che il Santo degli Innamorati ben si prestava a far convergere sul 14 febbraio le connotazioni sentimentali dei Lupercali. E col tempo anche il dio greco dell’Amore, Eros (Cupido per i latini) si unì ai festeggiamenti amorosi.
La Festa degli Innamorati trova sempre nella leggenda di Valentino l’usanza dei biglietti d’amore. Pare che Valentino, in attesa dell’esecuzione, si innamorò della figlia del guardiano e che prima di morire le lasciò il biglietto “dal tuo Valentino”.
Il “biglietto di San Valentino” è sopravvissuto al suo autore e ai secoli: nel 1780 vennero stampati i primi biglietti di San Valentino e ancora oggi quelli che per i tedeschi sono i “biglietti dell’amicizia”, per gli americani sono semplicemente i “Valentine”.


Un fiore per dire ti amo
A San Valentino potete rendere speciale il vostro amore festeggiando in maniera unica, adattando il regalo o la serata alla vostra indole e ai vostri sentimenti. Ecco alcuni suggerimenti su come scegliere i fiori da regalare.
Partendo dal più classico, la rosa, capiamo come si possa esprimere qualsiasi sentimento con un fiore. A seconda del colore o della specie, infatti, esprimono un’infinità di messaggi diversi. La rosa ancora chiusa, ad esempio, incarna la castità femminile, mentre quella aperta simboleggia le bellezza della gioventù. La rosa rossa simboleggia il vero amore, gialla la gelosia, bianca la purezza e rosa l’innocenza.
Nessuno vuol togliere alla rosa rossa lo scettro di regina degli innamorati, però è chiaro dalla storia e dalla letteratura che il fiore simbolo delle dichiarazioni d’amore, quello che inequivocabilmente significa “ti amo”, è il tulipano. Un’antica leggenda persiana narra che il fiore sia nato dalle gocce di sangue di un giovane suicidatosi dopo una delusione d’amore, da allora in tutto il mondo il tulipano parla d’amore.
Per dichiarare una totale dedizione, quasi un senso di venerazione, ecco la sensualissima orchidea, pianta che ha suscitato sin dalla sua prima scoperta un interesse quasi morboso dovuto alla bellezza dei suoi fiori ma anche alla loro rarità. È così forte il suo potere di seduzione e l’esotismo del suo aspetto che essa comunica al contempo sensualità, raffinatezza, lusso ed eleganza.
Questi sono i principali messaggi d’amore, ma tante altre sono le emozioni esprimibili con un fiore. Se vuoi dimostrare fedeltà regala un garofano bianco o rosa, una violetta, una gardenia bianca, un iris oppure, se preferisci una pianta, puoi pensare all’edera o alla felce, che esprime sincerità.
Quando in oriente un uomo innamorato regala un fiordaliso alla sua amata è perché desidera essere felice con lei. Nel linguaggio dei fiori il fiordaliso rappresenta infatti la felicità. Per esprimere anche durata e costanza dell’amore, si può regalare un cactus o un giacinto blu.
Per dichiarare amore e desiderio, oltre ai due classici, si può pensare all’ambrosia, alla camelia rossa, bianca o rosa, al garofano rosso, al girasole, al nontiscordardimé o al fior di pesco, che esprime amore immortale.
Se siete al primo amore l’ideale per esprimere la verginità e il candore dei vostri sentimenti è il lillà bianco, la primula o il rododendro. Se, infine, volete elogiare le qualità dell’amata, sappiate che il giglio rosa esprime vanità, l’iperico originalità, la magnolia nobiltà e il papavero rosso orgoglio.